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Terapia psicologica breve per la cura del nodo alla gola (bolo isterico) difficoltà di deglutire e di ingoiare cibo


Terapia psicologica nodo alla golail cosiddetto “bolo isterico”, termine ormai anacronistico legato soprattutto a una vecchia impostazione della psicoanalisi e utilizzata in modo esclusivamente colloquiale, si manifesta come una sensazione di nodo alla gola che porta la persona che ne soffre a sperimentare anche difficoltà nella deglutizione in particolare nell’ingoiare cibi solidi o non eccessivamente masticati. E’ un sintomo con il quale molte persone convivono cercando in qualche cura naturale o in qualche farmaco ansiolitico una cura almeno palliativa, tesa cioè ad attenuare o gestire la situazione. Oggi è possibile risolvere il sintomo del “nodo alla gola” in tempi piuttosto brevi per la maggior parte dei casi trattati. Si può utilizzare sia una terapia psicologica breve di tipo riabilitativo sia dei corsi di tipo educativo testi a scardinare il loop che sta alla base nel problema.La DiagnosiNon esiste una diagnosi specifica “nodo alla gola” ma il sintomo si inserisce nel più ampio quadro del disturbo di conversione all’interno della categoria del disturbo da sintomi somatici e correlati. Nello specifico si tratta di un disturbo di conversione con sintomi riguardanti la deglutizione. Per i criteri diagnostici ci riferiremo al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quinta edizione DSM-5 (APA, 2013).Per una adeguata valutazione clinica è necessario innanzitutto escludere cause di natura medica e, in sede di diagnosi differenziale di tipo psicologico, escludere la presenza di altri disturbi mentali che potrebbero giustificare meglio la presenza della sintomatologia manifestata dal soggetto.

Per una valutazione clinica di disturbo di conversione, per il DSM, è necessario che siano rispettati contemporaneamente i seguenti criteri diagnostici:

A) Uno o più sintomi di alterazione della funzione motoria volontaria o sensoriale

B) I risultati clinici forniscono le prove dell’incompatibilità tra il sintomo e le condizioni neurologiche o mediche conosciute

C) Il sintomo o il deficit non sono meglio spiegati da un altro disturbo medico o mentale

D) Il sintomo o il deficit causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, oppure richiedono una valutazione medica.

Il disturbo di conversione prevede diverse specificazioni che non elencheremo in questa sede visto il contenuto dell’articolo completamente focalizzato sui sintomi legati a difficoltà di deglutire e nodo alla gola.

Comprensione Funzionale

Escludendo condizioni mediche che possano giustificare la presenza del disturbo diremo che ci troviamo di fronte a un problema di tipo psicologico, o meglio, psicofisiologico. Il sintomo somatico di “nodo alla gola” e/o difficoltà di deglutire è ovviamente reale e invalida il normale funzionamento del soggetto all’interno del proprio contesto di vita. Quando affermiamo che il disturbo sia psicofisiologico intendiamo che l’origine è di tipo organizzativo-funzionale ma la manifestazione è palesemente somatica.
Quello che accade, secondo la teoria emotocognitiva, è un forte tentativo di controllo volontario rispetto alla sensazione di difficoltà percepita. Il soggetto mette in atto azioni di comportamento e di pensiero tese a ridurre l’ansia associata al sintomo o tese a ridurre la sensazione stessa. Ad esempio deglutendo la salive, omogeneizzando il cibo o a volte non mangiando affatto cibi solidi e preferire i liquidi (succhi di frutta, spremute filtrate, ecc.). In alcuni casi la persona cerca di distrarsi oppure si tocca costantemente la gola. Ai primi sintomi la preoccupazione è ovviamente di natura medica, si può pensare di essere di fronte a una cisti, a un tumore o a una qualche patologia medica. Per questo il punto di riferimento iniziale è senza dubbio il medico. Il professionista di medicina si occuperà quindi di escludere eventuali condizioni medico-generali o neurologiche. Quando l’unica soluzione è che si tratti di un disturbo di origine psicogena spesso i primi tentativi di cura sono di tipo farmacologico. Difficilmente i farmaci aiutano nella soluzione del disturbo e ben presto anche la prescrizione farmacologica entra in quel circuito chiuso definito “Loop Disfunzionale” (Baranello, 2006). Un circuito ridondante fatto di azioni che, messe in atto nel tentativo di risolvere il problema, il realtà non sortiscono effetto ma anzi mantengono o peggiorano il sintomo “nodo alla gola” e le difficoltà a deglutire. Sintetizzando, per l’orientamento di psicologia emotocognitiva, il disturbo è mantenuto da un processo di organizzazione disfunzionale di tipo circolare (il loop) messo in atto dal soggetto e a volte dagli stessi sistemi di cura per contrastare il sintomo in modo volontario. In poche parole la persona che soffre di nodo alla gola o problemi a deglutire di tipo psicologico è come se si trovasse incastrato in “sabbie mobili” dove più cerca di uscirne più vi rimane invischiato fino a sprofondare.

Curare il Nodo alla Gola, Soluzione dei Problemi di Deglutizione Psicogeni

L’obiettivo della terapia psicologica in tempi brevi di tipo riabilitativo è proprio quello di rompere lo schema circolare del “loop disfuzionale” e aprire la strada a uno spontaneo cambiamento. Si tratta di un processo riabilitativo di cure naturali che sfruttano gli stessi principi organizzativi del corpo senza ricorrere a farmaci, senza psicoterapia, senza alcun prodotto fitoterapico o naturopatico e senza prodotti omeopatico. Non si utilizza insomma alcuna sostanza esterna al corpo ma si applica strumenti prettamente educativi sia attraverso il colloquio psicologico nelle prestazioni sanitarie dello psicologo sia attraverso corsi e lezioni educativi.
L’intervento viene ovviamente personalizzato ma in linee generali si interviene sul qui-e-ora della manifestazione del disturbo, non si utilizza nessuna tecnica di rilassamento, non si utilizza ipnosi né si va a scavare nel passato o in processi inconsci. Si utilizza invece un metodo razionale, pratico, basato su classi di esercizi di tipo psicofisiologico accompagnati da una modifica delle convinzioni errate sul funzionamento dell’organismo. Statisticamente la maggior parte dei pazienti trova un giovamento importante entro un breve ciclo di circa 4-6 lezioni per poi passare al mantenimento. Gli incontri in genere si svolgono con cadenza variabile. Le prime 4-5 sedute sono a cadenza fissa con frequenza di una a settimana per poi essere da subito spostate sempre più in là nel tempo, ad esempio dopo due settimane dall’ultima, poi dopo tre, poi dopo un mese e così via. Un intero corso o un trattamento durano in media tra i 10 e 15 incontri complessivi. Un intervento molto breve in termini di numero di lezioni piuttosto sostenibile.
E’ importante per ridurre i tempi di trattamento e risolvere in modo efficace il problema del nodo alla gola e i sintomi legati a difficoltà di deglutizione che la persona si attenga in modo scrupoloso alle indicazione dello psicologo o dell’educatore. Nulla verrà lasciato al caso. Durante il percorso di educazione possono verificarsi alti e bassi ma la tendenza è verso una soluzione del tutto spontanea. L’obiettivo è da una parte portare il sintomo verso una sua remissione e dall’altra prevenire l’insorgenza di altri sintomi.

a cura di
SRM Psicologia Redazione

SRM Psicologia (2018)
Terapia psicologica breve del nodo alla gola.
SRM Psicologia Rivista – Psyreview, Roma 3 marzo 2018

Bibliografia di Riferimento

  • APA (2013) Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.
  • Baranello, M. (2006) Il Loop Disfunzionale in Psicologia Emotocognitiva. SRM Psicologia Rivista – Psyreview, Roma 2006.