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Dislessia in bambini e adolescenti. Nuove cure educative e terapia indiretta DSA disturbo specifico dell’apprendimento


Curare dislessia e disortografia nei bambiniIntroduzione. La dislessia, quando non dovuta a specifiche condizioni mediche, è un disturbo psicologico che si caratterizza per la difficoltà del bambino nell’acquisizione di una capacità di lettura adeguata. Piuttosto frequentemente ai sintomi dislessici si associano problemi legati all’ortografia. Secondo la nostra esperienza clinica problemi di dislessia e disortografia potrebbero essere nella maggior parte dei casi generati da un’interazione tra fattori di ansia e aumento di arousal del bambino, quindi a una certa predisposizione a una personalità ansiosa, e modalità di controllo da parte del contesto ambientale (scuola, famiglia) che, nel tentativo di risolvere in modo diretto il problema, in realtà finiscono per entrare nel circuito chiuso che lo mantiene e che prende il nome di “loop disfunzionale” (Baranello, 2006). In pratica dai primi sintomi di dislessia si passa al disturbo specifico dell’apprendimento con sintomi dislessici e disortografici quando l’ambiente tenta di rispondere al problema applicando tecniche classiche di controllo e gestione tese a migliorare la performance del bambino nella lettura e nell’ortografia.

La Logica Comune non funziona di fronte a un Disturbo specifico dell’Apprendimento

I genitori con un figlio dislessico si trovano costretti ad affrontare un problema senza che nessuno abbia mai fornito loro strumenti per poterlo risolvere in modo autonomo senza ricorso a professionisti della salute.  Nessuno infatti ci insegna a essere genitori e soprattutto nessuno ci prepara a gestire particolari situazioni problematiche. Così il genitore si trova, soprattutto all’emergere dei primi segnali, ad adottare un atteggiamento logico. Si cerca così di insegnargli il modo corretto di strutturare la frase, di correggere eventuali difetti del linguaggi spiegando, si usano spesso parole come “tranquillo”, “non ti preoccupare”, “non è un problema” fino al ricorso a strategie più complesse per migliorare la performance del bambino. Ogni atteggiamento che, da un punto di vista logico appare giusto e sano, in realtà, quando ci troviamo di fronte a un vero e proprio sintomo di un disturbo specifico dell’apprendimento finisce con produrre proprio il disturbi che stiamo tentando di risolvere. Sia prestare attenzione al problema che, al suo opposto, restare indifferenti, non aiuta realmente nella soluzione della dislessia. Senza rendersene conto da pochi sintomi iniziali si sviluppa una sindrome e con se il lungo “calvario” che impegna il genitore tra scuola, famiglia, professionisti della salute e altre figure educative. Ricordiamo quindi che non è tanto la logica comune che funziona ma è necessaria una nuova modalità di comunicazione che deve essere strategicamente adeguata in risposta al problema. Ricordiamo che il bambino non lo fa apposta, non crea i sintomi volontariamente, tutt’altro. Cerca costantemente di risolvere il problema, cerca di sforzarsi di gestirlo e a volte per questo può apparire nervoso, in alcune occasioni può sviluppare un atteggiamento anche aggressivo quando si cerca di agire per aiutarlo. In diverse occasioni la sensazione che prova il bambino è di sentirsi diverso o percepirsi stupido, mentre, lo sappiamo bene, la dislessia non interferisce con le capacità intellettive del bambino.
Per questo è più che necessario che al genitore vengano forniti, dopo una valutazione specifica del caso, tutti gli strumenti per portare il disturbo verso una sua remissione spontanea e permette così al proprio figlio di aumentare la propria autostima e tornare libero di sentirsi artefice della propria esperienza.


Sintomi e Diagnosi di Dislessia e Disortografia

La dislessia è un termine indicato nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione (DSM-5, APA 2013) all’interno del disturbo specifico dell’apprendimento (DSA). E’ consuetudine parlare al plurale dei DSA come disturbi specifici dell’apprendimento includendo i vari problemi correlati, così faremo anche noi in tale contesto, ricordando che il termine corretto utilizzato in ambito clinico rimane al singolare. Per conoscere la diagnosi di DSA rimandiamo a quanto già pubblicato nel nostro circuito all’interno del sito dei centri di psicologia https://www.srmpsicologia.com/disturbi/dsa.htm.

La dislessia viene indicato come un “termine alterativo utilizzato per riferirsi a un pattern di difficoltà di apprendimento caratterizzato da problemi con il riconoscimento accurato o fluente delle parole, con scarse abilità di decodifica e di spelling. Se dislessia viene utilizzato per specificare questo pattern di difficoltà, è importante specificare anche la presenza di qualsiasi difficoltà aggiuntiva come difficoltà nella comprensione della lettura o nel ragionamento matematico” (DSM-5).

La disortografia viene codificato sempre come Disturbo Specifico dell’Apprendimento specificando la compromissione dell’espressione scritta. Ovvero quando i problemi si riferiscono ad accuratezza dello spelling, accuratezza nella grammatica e nella punteggiatura e/o nella chiarezza/organizzazione dell’espressione scritta.

E’ quindi bene rivolgersi a professionisti della salute, a psicologi con esperienza nel settore, per una corretta valutazione diagnostica e non limitarsi a una sommaria valutazione “fai da te”.


Dalla Dislessia si può Guarire? Qual è la migliore cura per un Bambino Dislessico?

Il vero problema del disturbo specifico dell’apprendimento è legato soprattutto a errate convinzioni sul funzionamento psicofisiologico umano che portano come conseguenza a non funzionali modalità di comportamento e comunicazione. Un sintomo può arrivare a diventare disturbo e mantenersi nel tempo a causa di una non adeguata educazione alla comunicazione e alla gestione del problema per genitori e insegnanti. Come abbiamo già detto il genitore con un figlio dislessico si trova improvvisamente a gestire un problema per il quale non ha ricevuto alcuna preparazione. Nonostante l’alta frequenza di questi disturbi nei bambini e negli adolescenti ancora oggi non c’è un programma di educazione su larga scala rivolto ai genitori in grado di insegnare loro strumenti adatti, di fornire in modo pratico il “come fare” per aiutare il proprio figlio con un DSA. Fortunatamente siamo riusciti nel corso degli anni a mettere a punto un programma psicologico ed educativo piuttosto breve e ben protocollato, per poter colmare questa lacuna e offrire ai genitori strumenti adatti all’autocura della dislessia. Oggi possiamo affermare con un buon grado di sicurezza che dalla dislessia, dalla disortografia e più in generale dal disturbo specifico dell’apprendimento si può “guarire”. Le virgolette sono d’obbligo in quanto secondo la psicologia emotocognitiva non ci troviamo di fronte a un malattia mentale pertanto il termine guarigione può risultare inappropriato. Infatti per la teoria emotocognitiva si tratta di un disturbo dell’organizzazione psicofisiologica che, in quanto tale, può essere corretto. Preferiamo infatti parlare di correzione o di rieducazione funzionale più che di guarigione. Per capirci comunque è un problema che può essere risolto e in tempi molto più brevi rispetto al passato, senza uso di farmaci, senza inserire il bambino in contesti di cura e senza alcuna forma di psicoterapia.
Purtroppo c’è da ammettere che anche la scuola e gli insegnanti non hanno sufficiente preparazione in materia. Non basta qualche corso e soprattutto è necessario che l’aggiornamento sia basato su nuovi modelli e nuovi protocolli oggi disponibili soltanto in pochi contesti. Inoltre anche diversi medici non conoscono tutta l’ampia gamma dell’offerta clinica in psicologia o nel campo nella nuova educazione scientifica. Nuove forme di trattamento, pur essendo disponibili, non vengono diffuse immediatamente.

Sappiamo che finché i bambini non hanno difficoltà tutto sembra andare per il verso giusto e la scuola sembra adeguata. Poi quando ci si trova di fronte a una condizione psicologica come la dislessia o la disortografia ecco che emergono in tutta la loro evidenza quelle lacune del nostro sistema educativo delle quali stavamo accennando. In molte occasioni si interviene con un piano didattico personalizzato, con sostegno o con interventi di logopedia direttamente rivolti al bambino.
In questo modo inizia un iter che spesso porta il bambino e l’adolescente a percepirsi diverso o addirittura malato, senza esserlo, che di certo non favorisce la soluzione del problema ma, anzi, in molte occasioni produce un aumento dell’ansia stessa del bambino con, a volte, una certa tendenza all’isolamento, alla diminuzione dei rapporti di amici con i propri pari. Non è un segreto che la maggior parte dei bambini con dislessia o disortografia non trovano una rapida soluzione al problema attraverso i classici interventi nelle scuole o di logopedia.
Allora cosa fare? Quali sono oggi le nuove cure per i disturbi specifici dell’apprendimento come dislessia disortografia? Abbiamo cercato di offrire una risposta ai casi che, da oltre 15 anni, si presentano all’attenzione dei nostri centri di psicologia e ai nostri psicologi e consulenti educativi.

La Terapia Breve della Dislessia (Cure Indirette di Riabilitazione) e Psicoeducazione
In questi anni di ricerca-intervento è stato applicato un nuovo modo di intervenire attraverso educazione e psicoeducazione indiretta ovvero con una terapia psicologica breve riabilitativa che non prevedesse l’inserimento del bambino in un contesto di cura, prevenendo così la sensazione da parte del minore di percepirsi diverso o malato. Vediamo di cosa si tratta. L’intervento di tipo indiretto si rivolge ad almeno un genitore (in genere è sufficiente la madre se disponibile), senza la presenza del bambino e a completa insaputa di quest’ultimo. Lo psicologo o l’educatore adeguatamente formati all’uso di tali metodologie, forniscono al genitore strategie concrete, estremamente pratiche, di comunicazione e comportamento per aiutare il bambino con dislessia e/o disortografia, a diminuire il livelli di ansia di base e modificare l’atteggiamento verso un’autosoluzione dei problemi correlati ai disturbi specifici dell’apprendimento.  In pratica il genitore acquisisce competenze per la gestione e la soluzione del problema. Allo stesso tempo aumentiamo la conoscenza del genitore, fornendo strategie ed educazione specifiche rispetto al problema e permettiamo una soluzione del problema o un suo miglioramento direttamente nell’ambiente di vita del bambino, senza che questi si accorga di nulla. Tutto sembrerà al bambino estremamente naturale.
Questo modo di procedere è applicato attualmente nei nostri centri di psicologia ed educazione di Roma e Milano ed è uno dei metodi d’elezione per la correzione di dislessia e disortografia. Il termine “correzione” è usato volontariamente in quanto i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) non sono malattie ma, appunto, sono “disturbi”. Significa che non vanno curati in termini classici ma andrebbero più efficacemente corretti offrendo al genitore quegli strumenti che mancano, che nessuno ha mai fornito prima. Il genitore deve così potersi riprendere il proprio potere educativo anziché sentirsi lasciato solo a gestire un problema, senza una chiara e concreta spiegazione sul come fare.

a cura di
Redazione SRM Psicologia
12 marzo 2018

come citare questa fonte:

Redazione SRM (2018)
Dislessia e Disortografia. Nuove cure educative e terapia breve indiretta
SRM Psicologia Rivista, Psyreview, Roma 12 marzo 2018